Pubblicato da: gennarogrieco | maggio 4, 2009

Remo Rapino, Cominciamo dai salici

salicirapino Avrei dovuto dirti fatti vivo ogni tanto
come si dice ad un figlio quando parte.
G. Rosato

.

.

.

Cominciamo dai salici

che sanno l’ansia delle pianure

si piegano sulle ossa dei morti

mentre la luna scorre contrade

nel deserto ch’è quiete trovata

e così li assolve

anime salve crocifisse alla terra

sul verde mareggiante dell’erba

che sarà grano vivo e pane secco

da spezzare ai passeri tra i ferri

del balcone come quando – ricordi? –

eravamo saltimbanchi di sogni

e scalmanamenti: una sarabanda

che sembrava non dovesse mai finire

e la voce tua nelle sere d’estate

a contare storie di lupi e briganti

sotto l’arcate a mattoni dei casolari:

un medicamento per la creta del cuore

che scalcinava i muri del vivere

segnando quella giusta mezzeria

che l’apparenza dal buono della vita

divide. Forse ora un solo rimpianto:

Non avremmo dovuto invecchiare.

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