Pubblicato da: gennarogrieco | febbraio 4, 2008

Giuseppe Vetromile su Apprendimento di cose utili

apprendimento_di_cose_utili.jpg       Si dice sovente che la poesia è argomento di “nicchia”, riservato a pochi eletti, per lo più folli in un’epoca più che folle, e nella quale i cosiddetti valori etici e morali sono assopiti, fiochi, se non addirittura capovolti; un’epoca nella quale la poesia sembrerebbe non avere nessuna forza, nessuno spazio, nessuno scopo, se non quello – ahimé! – di puro e semplice divertissement (scrivi poesie?… Bene, è un hobby interessante, ma poi…).
Eppure conosciamo in questo mare in burrasca, in queste stagioni asciutte o diametralmente fracide di violenza e di deterioramento generale, voci di alta poesia, che nonostante il rumore riecheggiante del consumismo e del superficiale andamento (o andazzo) della quotidianità, si ergono sulle cime del giorno e traducono fieramente le cose di quaggiù. Ma non scolasticamente o per mero esercizio scritturale, bensì con profonda cultura, studio del mondo e di sé, consapevolezza della materia poetica e del suo utilizzo e del suo scopo in mezzo a noi appiattiti mortali. E si sa, ogni epoca ha i suoi poeti e il suo canto, specchio genuino di uno stato complessivo di cose e di sentimenti che vi imperano nel mentre l’epoca e il tempo trascorrono e fluiscono in altri modi di vedere e di sentire. Il poeta traduttore del suo tempo, dunque. Ma quale corrente di pensiero poetico andrebbe oggi di moda? Smessa ogni sorta di avanguardismo e di sperimentalismo, lasciati in santa pace mostri sacri e irripetibili quali Ungaretti, Quasimodo e Montale, solo per parlare di noi qui in Italia, e ancora, consacrate altre belle voci quali Raboni e Luzi, ad esempio, ci resterebbe ben poco.
In realtà, anche se al momento pare che non esistano particolari correnti o neoformazioni poetiche peculiari, è pur vero che autori validi, anzi validissimi, ce ne sono eccome! Si tratta di voci autorevoli e colte, che con la poesia hanno un rapporto profondo e coinvolgente, niente affatto “domenicale” o dilettantistico, ma sicuramente impegnato e di lunga frequentazione. Gennaro Grieco, ad esempio. Ed è per questo da apprezzare tantissimo l’iniziativa dell’Editrice Genesi, e in particolare di Sandro Gros–Pietro, direttore della nuova Collana “C.A.M.”, acronimo di “Collana Autori Moderni”, che ha voluto e saputo realizzare questo coraggioso progetto editoriale, la C.A.M. appunto, per rivitalizzare e rivalorizzare poeti importanti, come Grieco e, ultimamente, Chiellino. E’ una novità senz’altro, in quanto l’Editore presenta il poeta in tutta la sua complessità e considerando tutto il suo excursus letterario, a testimonianza di un impegno e di una continua ricerca interiore ed espressiva che rende, alla fine, il poeta veramente tale, se vogliamo, “ufficialmente” proclamato e riconosciuto dagli “addetti ai lavori”.
Apprendimento di cose utili è un libro di poco più di 360 pagine, fatto inconsueto per un libro di poesie! Ma proprio qui si evidenzia la diversità: non è la solita “plaquette” o raccoltina poetica, per quanto autorevole e interessante possa essere, che naviga nel vastissimo mare delle opere perdute (destinate per lo più agli stessi autori, automaticamente trasformati in lettori di sé stessi…); ma si tratta di un vero e proprio studio, di un’opera omnia poetica dell’autore. Un libro ricco e completo, insomma, anche per la presenza, oltre alla dettagliata prefazione di Sandro Gros–Pietro, di una accurata presentazione e note dello stesso autore.
Il libro, che, come dicevamo, è rappresentativo di tutto un percorso vitale, dal punto di vista poetico e letterario, del nostro Gennaro Grieco (raccoglie infatti i testi poetici dal 1971 al 2001), è suddiviso in una quindicina di capitoli, se così si possono definire, che testimoniano le tappe, ma non soltanto temporali, del suo progredire nell’ispirazione creativa e poetica. Sarebbe qui complicato compendiare in poche parole tutta la poetica di Gennaro Grieco, condensata appunto in questo interessante volume della Genesi, poetica che comunque egli continua ad esprimere anche al di là di “Apprendimento di cose utili”, prima e certamente dopo questa pubblicazione; ma possiamo dire che la sua voce è schietta, genuina, a volte amara e anche cruda, a volte ironica e tagliente, lapidaria e rapida, ma sempre originale e veramente poetica, nel senso che con essa il nostro Gennaro Grieco sa “cortocircuitare” cuore e mente con il suo verso liricamente incisivo. Ciò denota senz’altro una grande padronanza della materia poetica, il che è dimostrato anche dai numerosi riconoscimenti ottenuti in moltissimi importanti premi ed eventi letterari.

(Giuseppe Vetromile, Nota apparsa, in forma ridotta, in Vernice – Rivista di formazione e cultura, A. XIII, n. 37/38, Dic. 2007, pp. 114-115)

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