Pubblicato da: gennarogrieco | dicembre 22, 2007

Il Natale – valga per gli auguri

Il Natale

                                                       Tutti a Natale siamo un poco magi.
                                                                   Nei negozi c’è fango, e ressa. Per
                                                       un barattolo di chalvà al caffè
                                                                   di assediare botteghe son capaci,
                                                       avvolte nei pacchetti, intere folle;
                                                                   ognuno per se stesso Re e cammello.
                                            Iosif Brodskij, 24 dicembre 1971

È

più

solenne

ma non diversa

l’ora sul campanile

di questo mio paese stanco

dove

il magro polso ha perso

ragione e cura del tempo.

E fa gioco anche la nebbia

sul bianco pianoro di mille luci

per ogni tasca che misura il peso

dell’irrinunciabile innocente desiderio.

Ha nervature e fughe, avvolge e sconfina

in insondabile intimità a misterioso comando.

Natale – come è vero! – è una metafora, la più grande,

per noi che vorremmo tornare un po’ tutti a nascere,

rinascere dal fumo dell’eterno, rimestato fango.

(Auguri,

e così sia.)

 

24 dicembre 1994, Natale anche per me

web-coplavoc.jpgDa un punto di vista formale, è questo un esito non certamente scontato nella mia ormai pluridecennale “produzione” poetica. Direi, anzi, che trattasi di caso più unico che raro. E però non è passato inosservato, questo testo, se ancora oggi, nel lavoro critico a proposito di Apprendimento di cose utili, c’è chi ne scrive. Come Gianmario Lucini, per dire, che lo riporta come esempio di “poesia figurativa”; o come Luciano Nanni, che lo vede come “un calligramma  vincolato all’evento e a una sua ‘interpretazione'”. Ma già a suo tempo, esattamente a metà dello scorso decennio, quando uscì nel volume La vocazione e le idee, suscitò, come dire?, curiosità. Ricordo, ad es., un giovanissimo Marco Merlin che ne fece uso, con sguardo non proprio benevolo, per una delle sue primissime esercitazioni critiche sull’allora nascente rivista Atelier. Mah! Io non amo il Natale. Comunque valga per i miei auguri a chi passa di qua. (Ah, naturalmente l’editor di wordpress va per suo conto e non consente la riproposizione fedele del testo. Di meglio non riesco a fare).

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Responses

  1. Il testo è perfetto, nonostante wordpress faccia le bizze. Sul gioco della nebbia ti lascio un augurio di buone feste e un abbraccio affettuoso con ogni bene… per tutto.
    Mapi

  2. Già, la nebbia… Proprio come se l’avessi scritta oggi, questa poesia, e non tredici anni fa. Uscendo di casa e andando verso Torino (a 20 Km), oggi (ieri) c’era (e c’è ancora) la nebbia, evento non proprio frequente in quest’area pedemontana.
    Un augurio di ogni bene anche a te, Mapi.
    gennaro

  3. Si apprezzano sia forma che sagoma in questo tuo testo, Gennaro, tuttavia è proprio vero che l’editor di wordpress va per conto suo. Io, dal canto mio non sono riuscita ancora a capire come si postino le immagini nei commenti e perciò, nel farti carissimi auguri di buone feste e anno, rinvio al link del mio blog http://alivento.wordpress.com/2007/12/29/aliauguri/ nel quale ho postato l’immagine elaborata per fare gli auguri a tutti i miei amici virtuali.

  4. Grazie, Ali. Vengo da te a farti gli auguri…

  5. che tutto ti sia limpido, di cuore, Viola


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