Pubblicato da: gennarogrieco | dicembre 6, 2007

Faccio i premi per portare la moglie a spasso

Offida (AP), Teatro Serpente Aureo, sabato 17 novembre 2007, ore 18 circa. La serata finale del Premio Rabelais sta per iniziare. Io intanto guardo…
offida1.jpg…la bellissima volta, interamente decorata, di questo piccolo teatro di provincia: presenta Apollo e le muse, oltre ad otto medaglioni con gli autori più illustri della lirica e della prosa; vi pende un prezioso lampadario interamente di cristallo.

 

offida2.jpgIl teatro, un piccolo gioiello, in origine si trovava all’interno della Sala Consiliare del Palazzo Comunale. Ancora oggi non ha una facciata propria e vi si accede dall’ingresso posto (vedi, nella miniatura sotto, in basso a sinistra) sotto il porticato del Municipio stesso (anche questo uno spettacolo per gli occhi).


offida3.jpgLa struttura attuale risale al 1820 e fu rimodernata nel 1862.

 

Presenta uno schema a ferro di cavallo, con 50 palchi (nella foto, in attesa della lettura, ne occupo uno con l’amico poeta Benito Galilea) suddivisi in tre ordini, oltre al loggione e alla platea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

offida4.jpg

Tutta la sala è decorata da stucchi e intagli dorati. Sul palcoscenico si conserva ancora l’antico sipario del 1926, sul quale è raffigurata la leggenda del serpente d’oro, da cui il teatro prende il nome.

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offida5.jpgEcco, un premio è anche questo. È la possibilità di scoprire degli autentici tesori dove magari mai avresti detto. Ho ricevuto, nel corso degli anni, diversi premi nelle Marche: per es. a Senigallia, Colli del Tronto, Cingoli, Civitella del Tronto, Colmurano, ora Offida. Restando, ogni volta, sbalordito per ricchezza paesaggistica e testimonianze storico-culturali. Il bello è che spesso si tratta di piccoli centri di poche migliaia di abitanti, magari delle zone interne… E poi ci sono certi bifolchi che vanno alle Maldive o a Malindi (rischiando anche la pelle)…
Si, a volte mi capita di dire che faccio i premi per portare la moglie a spasso. E quando faccio questa affermazione, l’interlocutore di turno, immancabilmente, sorride perché pensa che sia una boutade. Ma non lo è. Proprio per nulla. La scrittura è certamente (anche) un piacere (un piacere solitario). Ma è soprattutto sacrificio, per chi la pratica e forse ancor più per chi gli sta vicino. Perché chi scrive giocoforza si isola, si assenta. Insomma chi scrive spesso ha da farsi perdonare qualche assenza di troppo…

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Responses

  1. Eccomi qui, a ringraziarti per la memoria, depositata in queste immagini. Se puoi, se hai tempo e voglia, mi farebbe certamente piacere avere un ricordo, oltre quello che conservo festosamente in me.Fui davvero sorpresa, quella sera, non mi aspettavo che finisse come poi accadde. Un abbraccio,fernanda ferraresso.


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