Pubblicato da: gennarogrieco | agosto 24, 2007

Un autore cento antologie – 4

 web-antcitvenez.jpg         Dicevo, nel post precedente, di giovanili cazzate. Ed ecco, per l’appunto, questa antologia dal titolo, come dire?, alquanto impegnativo: I Contemporanei (notare l’iniziale maiuscola del secondo termine), che raccoglie le testimonianze (beh, insomma…) dei partecipanti alla XVI edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Città di Venezia”, 1992.
Sul concorso, appena un cenno. “Quante, quante sciocchezze si commettono per mancanza di esperienza! Nomi di critici riconosciuti in giuria e indicatori vari (ad arte) possono indurre in tentazione… Si tratta, in definitiva, di una delle più clamorose mascalzonate operate nel settore. Ciò che più disgusta, a parte l’accertato semi-analfabetismo della presunta critichessa, è la rete di compiacenze o, meglio, di connivenze. E non mi dilungo. Scoprirò in seguito fra i nomi dei cosiddetti vincitori quello di XXX: che delusione!”. Questa è la nota che, ormai sono tre lustri, in proposito scrissi (di solito, ne compilo una per ogni premio a cui partecipo).
Sulla antologia, invece, sarebbe meglio stendere un velo pietoso. Certo è incredibile, però. Un’accozzaglia di 238 nomi perlopiù improbabili spalmati su ben 256 pagine. Manca l’indice, però. Magari per risparmiare. Quando si dice il senso degli affari!
Ma allora perché darne qui notizia? Ma per vedere l’effetto, sulla mia bella pagina con sfondo nero, di questo scorcio aurorale (o è il tramonto?) di Venezia, naturalmente! E, certo, anche per la particolarità del testo che segue. Che, per come è steso sulla pagina, può avere una triplice lettura: cogliendolo nel suo insieme (e quindi leggendo il tutto di seguito) o per parti separate (e autonome) così come graficamente disposte.

web-sug.jpgLa debole forza
(esercizio di retorica militante)
  
Torneremo
               Ai castelli di sabbia
Impregnati
               Nelle mura friabili
Di rinnovate velleità.
               E poi
Presteremo
               Alla sciocchezza del tempo perduto
La schiena ricurva e
               Al ghigno della pochezza infinita
Coglioni temprati
               Nelle fiamme soffiate d’impeto
Dal sacro fuoco.
               Ch’è o non è
Dall’indignazione
               Che cenere
Consumeremo
               Leggera
Su ossa disfatte
               Nell’aria
La vendetta
               Domani
Che sarà
               Domani
Ancora e sempre
               Quando torneremo?

9 agosto 1991

AA. VV., I Contemporanei, (XVI Ediz. Premio “Città di Venezia” 1992), Gruppo Editoriale Veneto, Marcon (VE), 1992.

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