Pubblicato da: gennarogrieco | giugno 20, 2007

Luciano Nanni apprezza invece la sintesi

web-coprid_appr.jpg      Ebbene sì, lo confesso. Confesso che questa breve nota di Luciano Nanni, apparsa nelle scorse settimane su Literary, stava quasi per sfuggirmi.  Chiedo venia.

«Nelle intenzioni dell’autore quest’opera non è un’antologica ma si configura quale diario e ‘primo consuntivo’ (p. 351). L’ampio arco di tempo permette una valutazione più completa se non definitiva. L’escursione formale dei testi è retta dallo stile, disposto sempre in funzione dei contenuti; così anche un calligramma (p. 205) è vincolato all’evento e a una sua ‘interpretazione’. Là dove la sintesi – comunque presente – acquisisce la struttura versale come significante metrico-visivo, si hanno gli esiti più alti; si veda Il palco con il folgorante incipit ‘L’occhio meccanico cerca il rito e il gesto forte. | Tu sei, tu consisti’. La voce di Grieco risulta qui inconfondibile. Per Rivus Niger (p. 147 e ss.) vedi pure Vultur – Se di un luogo antico la luce cantassimo (pp. 41-45)». Luciano Nanni, Literary, nr. 4/2007.

Grazie.

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