Pubblicato da: gennarogrieco | maggio 1, 2007

La mobilità

web-coprid_appr.jpgLa mobilità
                      (Nel Primo Maggio, per voi che restate) 

          Tu che credi dimenticare vanitoso
          O mascherato di rivoluzione
          La scuola della gioia è piena di pianto e sangue
          Ma anche di eternità
          E dalle bocche sparite dei santi
          Come le siepi del marzo brillano le verità.
 
          Franco Fortini, La gioia avvenire

 Fate conto di un sangue senza spari
che anche l’orgoglio non riesce a tenere,
o dello squarcio di uno schiaffo cieco
che preso nel mucchio non puoi parare
: la cifra è misurata sulla carne
ed è l’esatto prezzo da pagare.

(Perché non è poi vero che l’unione
fa la forza, se proprio non c’è forza
nell’unione, la forza delle idee.
Perché abbiamo illuso forse anche i muri
con le grida in supplenza delle voci,
giocando con le scritte a fare i duri.
Perché abbiamo surrogato la storia
– e per quale rinuncia di orizzonte? –
con le suppliche vane e gli scongiuri.)

Fate conto di questo maggio, amici,
appendice del nostro lungo inverno,
o del passo sordo – e un lurido fiato –
di questo tempo che peggio promette.

(Perché qui adesso io vi lascio la vita
e con me trascino solo bestemmie.
Perché dietro il cancello che mi serrano
lascio vent’anni e in una tuta il cuore.
E perché non abbiate alcuna remora
a chiamarmi quando poi sarà l’ora
io con me porto la nostra bandiera.)

Farò io conto di un cielo che mi cade
per questa lettera senza un saluto.
E di quanto la pietà ancora vale
: per me, certo, e anche per voi che restate.
 
1 maggio 1994
 

Tratta dal volume:

Gennaro Grieco, Apprendimento di cose utili, Genesi Editrice, “coll. autori moderni, 2”, Torino, 2007, pp. 368, € 15 – ISBN: 978-88-7414-165-4

Questo libro lo puoi acquistare QUI

Gennaro Grieco (Rionero in Vúlture, 1953) vive a Torino, dove si è laureato in Pedagogia (ind. sociologico). È autore essenzialmente di poesia, ma anche di narrativa e di brevi saggi e interventi critici in rivista. Ha pubblicato sei raccolte poetiche in lingua: I percorsi del sentimento (1991), Suggèsto (1993), Rivus Niger e scritture bastarde (1994), La vocazione e le idee (1995), Il Viaggio Virtuale (1997), Le Trentadue Ottave (2004), ora riunite nel volume Apprendimento di cose utili (Genesi Editrice, Torino, 2007), e una nel ritrovato dialetto di origine: Lu cunt’ r’ lu frat’ (2003). Con il fratello Albino, agronomo paesaggista, ha dato alle stampe Vultur – se di un luogo antico la luce cantassimo (2005). 

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