Pubblicato da: gennarogrieco | marzo 18, 2007

(Questa idea che la poesia sia)

          Questa idea che la poesia sia

cosa facile, cosa futile,        di gente esangue, di smidollati.

Questa idea bizzarra, questa idea incredibile,

questa idea stentata, malata,   di uomini tristi, di mascelle serrate…

Ho avuto più donne, io, di tutta una schiera

di Rocco Siffredi.          E magari solamente col pensiero,

ma che cambia? Ciò che conta è tenere   viva la libido,   penetrare

la natura          del mondo, delle cose.          Ho toccato più luoghi,

più paesi, io, di un intero esercito di commessi viaggiatori

e di veri eserciti americani in supposta missione di democrazia.

Ciò che vale è essere curiosi,     almanaccare,     ammazzare

il tempo fino alla fine, che di certo ci è data e nostro malgrado…

(Oh! Oh ma che gran furbo il progettista lineare, esemplare,

il razional-virtuoso perdigiorno legato alla catena irrisoria

dei numeri, alla cancrena di una giustizia sociale sommaria;

ma che gran lenza il pragmatico accumulatore di sovrappiù,

di inutili eccedenze nella furiosa mistificazione dello stomaco,

nel sistematico martirio di una incapiente esistenza   Ma va’ là!

Ma va’ là, fichino,  bocconiano,  cane strusciacalzoni,

managerino in odore di evasione fiscale,  cotto ingegnere

portaborse e parastatale!        Nella vita, della vita,   tu non sai

far di conti,     tu falsifichi i bilanci,     tu non calcoli le passività).

          Questa storia che la poesia sia

inutile, infantile orpello, macello in solitudine e pena   di fantasmi

nel vuoto spinto dei giorni.     Questa storia strana,   arrischiata,

rischiosa, funambolica, fumosa…     Ho riempito le narici, io,

e i polmoni, il cuore, la mente col profumo di mille rose.

Ho bevuto acqua di neve sui monti, alle sorgenti

perenni dei fiumi.   Ho tirato forte mosti al sangue in fermento

dai migliori palmenti.   Ho vissuto l’avventura inebriante

di ogni utile bordello.   Ho lavorato le mie otto ore al giorno

come da contratto collettivo nelle stive delle navi, nello schifo

delle fucine, nella cucina di casa mia e persino in una agenzia

di pubblicità.        Ho fatto libri, ho venduto libri, ho scritto libri

(e mi manca solo la lebbra).   Ho bestemmiato, ho pregato.

Ho amato, ho odiato.  Ho votato (e mai mi sono astenuto).  Ho fatto

dunque la mia vita, che è vita vera.   Ed ho anche creduto per davvero

di poter fare breccia nel muro        della stupidità.        Ma

sono morti gli editori, tutti vogliono il potere, tutti a fare i finanzieri…

Sì sì, essere uomini: non c’è che dire… Però tanti, tanti tanti auguri!

(6 marzo 2005)

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Responses

  1. Chi dice che la poesia sia inutile sia è una persona che vive per inerzia. Non ha idea di cosa siano le emozioni vere.
    La poesia è la più alta espressione dei sentimenti …
    Forse se ci fosse più gente col coraggio di guardarsi dentro, ci sarebbero molte più poesie …

    Ciao
    Miky

  2. la poesia è la voce dell’anima. quei fili che cerca di mettere in ordine. la rappresentazione armonica della vita.
    la poesia non nasce solo dal guardarsi dentro, ma anche dal saper ascoltarsi e ascoltare il mondo circostante.

    ciao

  3. Ben detto, Miky!
    Scusami, sono assolutamente in debito con te: devo solo recuperare un po’ di forma e ritagliarmi il giusto tempo per visitare per bene il tuo blog. Però qualcuno credo stia già venendo da te. Una persona, per es., così mi ha scritto in privato: “Guarda, sono entrata un po’ diffidente nel tuo blog. Ma poi ho visto un link sul mare, che io amo (e tanto ci ho scritto), e mi sono subito rassicurata”. Perbacco, non sapevo che il mare facesse questo effetto! Devo proprio farti visita: chissà che non mi passi l’influenza…
    A presto,
    gennaro

  4. Quello che scrivi, Erika, è indubbiamente vero. Perché la poesia è soprattutto una cosa: è incontro.
    Grazie per essere passata di qua e torna a trovarmi.

    P.S. Detto fra noi, già solo quella tua annotazione sull’omino coi tacchi e il cerone, mi porta a una istintiva simpatia nei tuoi confronti.

  5. A proposito di blog di mare ….
    Se hai un’attimo di tempo vai a dare un’occhiata al blog:
    http://ilgattodimare.wordpress.com
    La creatrice è la simpatizzante dell’omino coi tacchi e il cerone … Erika …. ma è diventato un blog a due zampe e due pinne :-)

    Ciao Gennaro
    Miky

  6. Caro Miky,
    avevo già visitato il blog di Erika. Ora ci sono ritornato.
    Hai capito i pesciolini!… Siete una coppia… “di fatto”? Tutti e due ammollati nell’acqua che è sorgente di vita?
    A presto,
    gennaro

  7. I blog in realtà sono tre …. il suo Oceano mare … il mio Pesce fuor d’acqua …. ed il nostro Fratello mare.
    Siamo più che una coppia di fatto … è stato il più bel regalo che il mare mi abbia mai potuto fare.

    Ciao Gennaro
    Miky


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