Avrei dovuto dirti fatti vivo ogni tanto
come si dice ad un figlio quando parte.
G. Rosato
.
.
.
Cominciamo dai salici
che sanno l’ansia delle pianure
si piegano sulle ossa dei morti
mentre la luna scorre contrade
nel deserto ch’è quiete trovata
e così li assolve
anime salve crocifisse alla terra
sul verde mareggiante dell’erba
che sarà grano vivo e pane secco
da spezzare ai passeri tra i ferri
del balcone come quando – ricordi? –
eravamo saltimbanchi di sogni
e scalmanamenti: una sarabanda
che sembrava non dovesse mai finire
e la voce tua nelle sere d’estate
a contare storie di lupi e briganti
sotto l’arcate a mattoni dei casolari:
un medicamento per la creta del cuore
che scalcinava i muri del vivere
segnando quella giusta mezzeria
che l’apparenza dal buono della vita
divide. Forse ora un solo rimpianto:
Non avremmo dovuto invecchiare.






