A Oratino, lo scorso 4 maggio, è stata una festa, una festa della poesia. Ormai lo dico da diversi anni: è proprio nei piccoli centri (a volte piccolissimi: Oratino, pochi Km a nord di Campobasso, non raggiunge i 1.300 abitanti) che la poesia trova la sua dimensione naturale e l’accoglienza migliore. Certo, è vero, in simili realtà è difficile che vi possa essere, come dire?, concomitanza di eventi, e anche – persino – un premio di poesia finisce quasi necessariamente per costituirsi come avvenimento degno di grande attenzione. Ma, con ogni probabilità, l’interesse e la partecipazione del pubblico in simili manifestazioni si spiega anche col fatto che si tratta di realtà in parte ancora a misura d’uomo, ovvero non ancora del tutto prese dal morbo della fretta a prescindere, della fatuità, di certo nichilismo dei nostri tempi.
Comunque sia, questo di Oratino è un Premio. Lo sappiamo, ce ne sono centinaia e forse migliaia in Italia che ambiscono a tale rango: concorsi, concorsini e concorsoni di ogni specie. Ma tolto il grosso, di dubbia (molto ma molto dubbia) utilità e che anzi spesso si risolvono in autentiche porcherie, alla fine sono solo poche decine i premi degni di tale nome.
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Luca Fatica e la Prof.ssa Presutti (Pres. Giuria)
Il Premio intitolato ad Arturo Giovannitti è un signor Premio perché intanto già muove da una concezione forte della poesia, proprio la stessa del poeta-sindacalista emigrato negli USA. Poi, nell’ordine, perché non contempla aspetti venali di sorta ed ha un reale sistema premiante (sembra scontato ma non lo è affatto nell’odierno panorama): insomma non lucra e temo che anzi in termini puramente monetari ci rimetta, si limita a designare un vincitore, un premio speciale e tre o quattro segnalati rinunciando al contentino delle menzioncine alle lunghe liste di “clienti”;
Tavolo della Giuria
perché si avvale della organizzazione di due associazioni culturali serissime e impegnate sul territorio (“A. Giovannitti”, per l’appunto, col coordinamento dell’ottimo Luca Fatica, ma anche “Altroverso”); ha una commissione giudicatrice qualificata che, per dirne una, in sede di premiazione si sofferma lungamente, con rigore e competenza, su ciascuna delle opere selezionate; ha una sede adeguata (il piccolo ma accogliente Auditorium Comunale “L. Altobello”); mette in scena, nella cerimonia finale, un vero e proprio spettacolo della parola, con voci recitanti (Luigi Fabio Mastropietro, Mari Correa, Cristina Piccinno) assolutamente professionali e per nulla improvvisate.
E che dire del convegno mangereccio di chiusura nella sede dell’associazione? Loro, quelli del Giovannitti, lo chiamano rinfresco ma, posso dirlo, si tratta di una vera propria festa per il palato. Persino un cesto di fave fresche (di cui sono ghiottissimo) ho trovato, fra mille specialità del luogo! Grazie, amici di Oratino, grazie di tutto (finanche il biglietto del treno mi avete pagato)!
In primo piano Luigi Fabio Mastropietro, voce recitante
È un vero premio, senz’altro, anche il “Kriterion”, la cui cerimonia di chiusura ha avuto luogo ad Avellino lo scorso 10 maggio.
Anche in questa manifestazione una giuria di valore (Luongo Bartolini, Pepe, Iermano, Festa, Saveriano), anche qui l’orientamento, dichiarato, verso una poetica di chiara impronta civile, anche qui l’opera meritoria di un sodalizio, l’A.I.P.D. (Associazione Italiana Persone Down) di Avellino e del suo presidente, Gerardo Pepe.
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La premiazione di Ivan Cotroneo (vincitore narrativa edita)
C’è poi la presenza concreta di uno sponsor di rilievo, la Banca della Campania, che si fa carico, tra l’altro, di ospitare la cerimonia di premiazione nella prestigiosa sala Convegni della sede di Collina Liguorini del capoluogo irpino.
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Luigi e Gerardo Pepe premiano Gennaro Grieco (vincitore poesia inedita)
Rispetto al Giovannitti, c’è pure una sorta di investimento culturale, con il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado. I giovani scrittori sono stati chiamati quest’anno ad esprimersi sul tema del bullismo, di scottante attualità, e ad affinare – i più grandi, i liceali – gli strumenti dell’analisi critica con recensioni, davvero pregevoli, sui romanzi editi premiati.
G. Grieco e, di spalle, l’amico poeta G. Caso
Grazie anche ai “cugini” (io essendo nato subito ai confini) dell’Irpinia, con l’augurio di sempre maggiori traguardi, negli anni a venire, per i nostri fratelli svantaggiati.
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Giovanni Caso, 3° classificato poesia inedita
Sotto, G. Pepe e G. Grieco








