So, da appena tre giorni, di essere il vincitore della V edizione del Premio “Arturo Giovannitti”, promosso dall’Associazione omonima insieme all’altra Associazione Culturale “Altroverso”. La cosa, naturalmente, mi fa molto piacere. Ma, ai normali motivi di soddisfazione, questa volta se ne aggiungono altri.
Uno, in particolare, è cioè il fatto che il concorso è orientato, programmaticamente, verso una poetica di forte impegno sociale e, non a caso, porta il nome di una persona singolare e straordinaria come Giovannitti. “Poeta e sindacalista – leggiamo dallo stesso bando del concorso – fortemente impegnato a difendere i diritti delle persone più deboli e a combattere la malvagia regola del dominio dell’uomo sull’uomo, Arturo Giovannitti ha speso tutta la sua esistenza per migliorare la qualità di vita dei lavoratori americani nei primi anni del secolo scorso; ha combattuto i pregiudizi che, all’epoca, rendevano l’uomo schiavo del proprio datore di lavoro, un possedimento, un essere umano senz’anima, un oggetto da poter vendere, comprare, barattare; la sua lotta di uomo politico e di letterato ha avuto lo scopo di conferire dignità e coscienza alla classe operaia mondiale, contribuendo a restituirle ideali, aspirazioni e speranze”.
Cliccando sull’immagine del bando qui a sinistra trovate alcuni versi di Giovannitti, ma invito a leggere intanto il bel ritratto che del poeta-sindacalista di origini molisane fa qui Caterina Sottile, proprio in occasione della scorsa edizione del premio, e poi anche quanto riportato in rete qui e qui.
Sono poi contento anche per un altro motivo, del tutto personale. In un post precedente scrivevo che, più che altro, faccio i premi (non molti, per la verità, sempre meno) per portare la moglie a spasso. Ma la partecipazione ad alcuni premi nel Sud, per esempio, può anche essere l’occasione per una rimpatriata, per andare a trovare i miei cari. Insomma c’è questa telefonata di una decina di giorni fa a mio fratello. “Vengo giù a trovarvi – gli dico – perché ho un premio da ritirare ad Avellino (il “Kriterion”), ma non so quando parto, perché qualche giorno prima c’è un altro premio lì vicino e magari…”. Ed infatti è poi arrivata la notizia di quest’altro premio, e cioè il “Giovannitti”. Si direbbe una “doppietta” studiata a tavolino, ed in qualche modo lo è. Però un conto sono le ipotesi, le speranze, e un altro i fatti, la realtà. Ci vogliono dei buoni testi, certo, ma anche una buona dose di fortuna.
Premio “Arturo Giovannitti” 2008 a Gennaro Grieco
Premio speciale a Loriana Capecchi
L’incontro di lettura e la premiazione domenica 4 maggio 2008, ore 18, Palazzo Giordano a Oratino (CB).
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