Il Natale
Tutti a Natale siamo un poco magi.
Nei negozi c’è fango, e ressa. Per
un barattolo di chalvà al caffè
di assediare botteghe son capaci,
avvolte nei pacchetti, intere folle;
ognuno per se stesso Re e cammello.
Iosif Brodskij, 24 dicembre 1971
È
più
solenne
ma non diversa
l’ora sul campanile
di questo mio paese stanco
dove
il magro polso ha perso
ragione e cura del tempo.
E fa gioco anche la nebbia
sul bianco pianoro di mille luci
per ogni tasca che misura il peso
dell’irrinunciabile innocente desiderio.
Ha nervature e fughe, avvolge e sconfina
in insondabile intimità a misterioso comando.
Natale – come è vero! – è una metafora, la più grande,
per noi che vorremmo tornare un po’ tutti a nascere,
rinascere dal fumo dell’eterno, rimestato fango.
(Auguri,
e così sia.)
24 dicembre 1994, Natale anche per me
Da un punto di vista formale, è questo un esito non certamente scontato nella mia ormai pluridecennale “produzione” poetica. Direi, anzi, che trattasi di caso più unico che raro. E però non è passato inosservato, questo testo, se ancora oggi, nel lavoro critico a proposito di Apprendimento di cose utili, c’è chi ne scrive. Come Gianmario Lucini, per dire, che lo riporta come esempio di “poesia figurativa”; o come Luciano Nanni, che lo vede come “un calligramma vincolato all’evento e a una sua ‘interpretazione’”. Ma già a suo tempo, esattamente a metà dello scorso decennio, quando uscì nel volume La vocazione e le idee, suscitò, come dire?, curiosità. Ricordo, ad es., un giovanissimo Marco Merlin che ne fece uso, con sguardo non proprio benevolo, per una delle sue primissime esercitazioni critiche sull’allora nascente rivista Atelier. Mah! Io non amo il Natale. Comunque valga per i miei auguri a chi passa di qua. (Ah, naturalmente l’editor di wordpress va per suo conto e non consente la riproposizione fedele del testo. Di meglio non riesco a fare).







Il testo è perfetto, nonostante wordpress faccia le bizze. Sul gioco della nebbia ti lascio un augurio di buone feste e un abbraccio affettuoso con ogni bene… per tutto.
Mapi
Da: maria pina ciancio su Dicembre 24, 2007
alle 9:31 pm
Già, la nebbia… Proprio come se l’avessi scritta oggi, questa poesia, e non tredici anni fa. Uscendo di casa e andando verso Torino (a 20 Km), oggi (ieri) c’era (e c’è ancora) la nebbia, evento non proprio frequente in quest’area pedemontana.
Un augurio di ogni bene anche a te, Mapi.
gennaro
Da: gennarogrieco su Dicembre 25, 2007
alle 2:05 am
Si apprezzano sia forma che sagoma in questo tuo testo, Gennaro, tuttavia è proprio vero che l’editor di wordpress va per conto suo. Io, dal canto mio non sono riuscita ancora a capire come si postino le immagini nei commenti e perciò, nel farti carissimi auguri di buone feste e anno, rinvio al link del mio blog http://alivento.wordpress.com/2007/12/29/aliauguri/ nel quale ho postato l’immagine elaborata per fare gli auguri a tutti i miei amici virtuali.
Da: alivento su Dicembre 30, 2007
alle 11:22 pm
Grazie, Ali. Vengo da te a farti gli auguri…
Da: gennarogrieco su Dicembre 31, 2007
alle 1:52 pm
che tutto ti sia limpido, di cuore, Viola
Da: violaamarelli su Dicembre 31, 2007
alle 6:11 pm